Perché Promoverde

Il paesaggio, così come oggi percepito dalle popolazioni, rappresenta il risultato finale delle interrelazioni tra componenti climatiche, fisiche, naturali, ed antropiche che nel corso di secoli e secoli di storia, di cultura, di agricoltura hanno segnato un territorio.
Laddove la cultura delle Genti ha consentito uno sviluppo armonico, là il paesaggio e la qualità della vita hanno assunto valori di grande rilievo e pregio, tanto che il paesaggio è divenuto un concreto valore economico spendibile nelle attività presenti nel territorio stesso (agricoltura, turismo, artigianato, ecc.)
Nei tempi passati le attività agricole e forestali, nella loro strutturazione sociale, erano le principali artefici della connotazione paesaggistica. Nel territorio italiano, le bellezze paesaggistiche sono strettamente correlate all’azione dell’uomo che, spesso in lotta con la natura stessa, ha coltivato, terrazzato, bonificato, piantato gestito i boschi con il risultato di avere oggi patrimoni quali, a titolo di esempio, la Toscana, l’Umbria, la Liguria il Trentino;
Oggi assistiamo all’intervento di nuovi fattori produttivi industriali ed infrastrutturali che incidono in maniera determinante sul paesaggio e spesso con risultati negativi.
Fortunatamente, con il miglioramento della qualità della vita, sta aumentando la sensibilità sociale per la natura ed il paesaggio. Sempre maggiori strati di popolazione e, con loro gli operatori, hanno acquisito specifica sensibilità nell’apprezzare un paesaggio di qualità, riconoscendo in questo un valore economico da proteggere, anzi, da sviluppare.
Il paesaggio esprime la sintesi di questa evoluzione e rappresenta un elemento identitario dei luoghi, delle popolazioni e della loro cultura.
Aree geografiche, il cui valore intrinseco è riconosciuto in tutto il mondo, sono quelle in cui le popolazioni hanno saputo cogliere il binomio esistente tra identità storico ambientale ed attività produttive, realizzando fiorenti attività agro-forestali, commerciali e turistiche.

Nella consapevolezza di tali assunti l’Associazione PromoVerde persegue il fine di sensibilizzare la collettività sui problemi e sui rapporti che intercorrono tra Paesaggio, ambiente, architettura, verde e florovivaismo così da suscitare, stimolare ed assecondare la domanda di verde qualità abitativa e di ruralità ludica culturale e terapeutica da parte dei singoli cittadini e della collettività, nonché di promuovere l’integrazione fra gli aspetti tecnico/scientifici ed applicativi.
Lo statuto sociale prevede, tra l’altro, la promozione e la diffusione della cultura e conoscenza della natura, dell’ambiente, del paesaggio, del verde e del florovivaismo e dell’importanza di tali beni per la vita della persona e della società, così come della loro funzione insostituibile per il raggiungimento, soprattutto in ambito urbano, del benessere individuale e collettivo.
Avendo carattere trasversale ed interdisciplinare e raccogliendo, quindi, tutte le figure che operano nel comparto quali tecnici, studiosi, operatori, paesaggisti, vivaisti si preoccupa di mettere a sistema ed in sinergia le azioni dei singoli cercando di organizzare e coordinare le attività pratiche dei vari operatori del settore.
L’Associazione opera, infine, anche per la promozione della ricerca e della osservazione scientifica e fornendo assistenza e consulenza a strutture pubbliche e private per la redazione di indagini, studi, piani e linee guida su tutti gli elementi e le tematiche paesaggistiche e le loro interrelazioni.

PromoVerde e gli interventi di arredo urbano
Ogni qualvolta s’interviene sul territorio, sia per l’inserimento di una struttura o un’infrastruttura o per una riqualificazione ambientale e paesaggistica, sarebbe buona norma confrontarsi con le caratteristiche del territorio su cui si opera.
Questa prassi deve essere riferita a tutti gli ambienti, diversi tra loro per le proprie caratteristiche paesaggistiche, così, ad esempio, anche quando viene inserita una semplice rotatoria stradale, questa dovrà necessariamente essere in armonia con il contesto in cui si interviene ed essere anche un punto di attrazione estetica e partecipare alla bellezza dei luoghi dei centri urbani; tale ottica contribuisce ad un rispetto del paesaggio in cui sono inserite e ne arricchiscono il valore.
Sempre a titolo esemplificativo, le rotatorie possono essere sviluppate su un tema preciso all’interno di un itinerario sia esso urbano, periurbano o suburbano; potrebbero essere pertanto legate alla vegetazione autoctona, alla flora locale e/o alla produzione agricola legata al territorio in cui si va ad operare.
Attualmente non considerare il tema del paesaggio tra gli elementi prioritari di ogni ipotesi di sviluppo significa, non solo perdere un’opportunità ma addirittura marcare ritardi in qualche caso incolmabili.
I riflessi di carattere culturale ed economico (della attuale normativa del paesaggio) sulle realtà locali sono importanti non solo in difesa di sistemi produttivi come quello agricolo, ma anche come sviluppo ulteriore del turismo e dei consumi locali, che insieme alle altre attività dell’uomo sono elementi da valorizzare in progetti complessivi.
La Convenzione Europea del Paesaggio e il Codice dei beni culturali permettono anche di tracciare nuove ipotesi per il rinnovamento della gestione del territorio, per arrivare ad una complessiva ridefinizione delle strategie e degli strumenti esistenti, verso un’azione di tutela attiva e di valorizzazione compatibile dei paesaggi, fisiologicamente in continua trasformazione.
Nel momento in cui le istituzioni scientifiche e le associazioni che si occupano di paesaggio e di ambiente, anche da un punto di vista culturale, riconoscono la “funzionalità” dell’agricoltura nella costruzione del paesaggio, non solo rurale, viene unanimemente riconosciuto il suo ruolo centrale e diventa possibile una diffusa presa di coscienza delle imprese agricole per mantenere e innalzare il valore paesaggistico di un territorio.
Pertanto alla luce di quest’ottica, il paesaggio agrario con i suoi elementi caratteristici e caratterizzanti, diviene l’elemento centrale da inserire all’interno di un ampio progetto di riqualificazione paesaggistica ed economica dei territori urbani e periurbani.
La Convenzione Europea del Paesaggio e il Codice dei beni culturali indicano in particolare l’opportunità di riqualificare i paesaggi degradati, anzi ne fanno uno dei principali motivi innovativi di nuova lettura del paesaggio; inoltre queste due leggi richiedono alla P.A. di svolgere un’opera di individuazione, identificazione e di valutazione dei propri paesaggi, visti anche come testimonianze culturali della storia degli uomini e della natura del luogo.
Una tale richiesta non può prescindere, per la redazione di progetti, dall’utilizzazione di adeguate e specifiche competenze professionali, tali da assolvere anche quei nuovi ruoli previsti dalla normativa vigente, per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del paesaggio inteso come bene culturale.
A questo proposito, s’intende segnalare la necessità di collegare la ricerca universitaria con le iniziative private di salvaguardia paesaggistica e di restauro architettonico, suggerendo una più fattiva collaborazione tra P.A. e risorse private.
Il campo di applicazione della proposta è l’intero territorio nazionale, compreso quello agricolo ed inteso nella sua articolazione e stratificazione storica, antropologica e urbanistica e riferita agli ambiti delle singole comunità.
L’architettura popolare, antecedente l’ultimo cinquantennio, nelle sue unità singole e d’insieme del paesaggio agrario, testimonia la civiltà dei luoghi ed è da considerarsi bene culturale e, come tale, deve essere soggetto alle leggi di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale.